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Immaginiamo che a casa nostra i nostri ospiti da un giorno all’altro si mettano ad allagarci la cucina, a intasare il water con la carta igienica, a rompere gli estintori del condominio, a metterci fuori uso il computer…

Non penso che saremmo molto contenti; come minimo, ci stupiremmo e ci rimarremmo molto male. Cose come queste sono successe durante le giornate dello studente. Si è trattato, fortunatamente, di episodi limitati, per uno sciocco divertimento (?) e un piacere (?) effimero. La scuola dovrà riacquistare gli oggetti danneggiati con i fondi del contributo volontario delle famiglie (i genitori ringraziano…), soldi che sarebbero stati più utili per altri acquisti.
Fortunatamente, durante i giorni dell’autogestione, gli organizzatori sono riusciti a offrire attività culturali che hanno avuto un buon successo- così mi dicono-: l’incontro con esperti di criminologia, con il movimento studentesco Iamrevproject, con associazioni che si occupano di tematiche LGBT (ci si è dimenticati però degli QQIAAP) e di questioni ambientali, etc. A queste si sono aggiunte attività ludiche e sportive. Purtroppo, le attività proposte non sono state sufficienti per coinvolgere tutti i presenti; non sono state previste iscrizioni; alcuni eventi erano troppo o troppo poco frequentati. Molti, stanchi di vagare per i corridoi in cerca di qualcosa da fare, per disperazione sono rimasti in aula a studiare; altri, invece, hanno usato/abusato delle lavagne interattive e di YouTube.
Per gli anni prossimi penso che sia necessaria una riflessione su modi e tempi di organizzazione delle giornate dello studente, che coinvolga tutti coloro che studiano e lavorano al Berti e che cominci da adesso.

IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Jeanclaude ARNOD